Dopo i consigli su come leggere consapevolmente le etichette e dopo avervi parlato delle differenza tra zucchero bianco e zucchero di canna voglio chiudere il "capitolo" zucchero con questo ultimo articolo.
Abbiamo un'attrazione innata per il sapore dolce. Ma il nostro organismo è in grado di adattarsi all'assenza del dolce, sentendone meno il "bisogno".
E’ noto come lo zucchero aggiunto alle bevande e alle varie preparazioni aumenti la densità calorica dell’alimento favorendo l’aumento del peso senza rendercene conto.
Come fare quindi ad apprezzare il gusto amaro anche se siamo amanti del dolce?
Partire dal caffè riducendo di volta in volta il quantitativo di zucchero utilizzato fino ad evitarne il consumo. Ciò deve essere fatto in modo graduale poiché il nostro senso si abitui al gusto più amaro.
Purtroppo non esistono valide alternative al comune zucchero bianco da tavola (il saccarosio). Gli altri presenti in commercio, come lo zucchero di canna, il fruttosio, il maltosio, gli sciroppi di glucosio o di mais, quello d’agave, d’acero, di malto o il miele, possono essere considerati “più naturali”, ma costituiti anch’essi da zuccheri, alcuni di questi con una percentuale di fruttosio maggiore.
E' bene, inoltre, limitare il consumo di dolcificanti, tra i più comuni aspartame, saccarina, acesulfameK, ciclammato perché inducono la percezione del dolce innescando un circolo vizioso che consiste nella sua continua ricerca, senza possibilità di disabituarsi all'utilizzo.







